È tornato il momento preferito da ogni insegnante: no, non parliamo della gita scolastica a maggio, ma dell’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento (GaE). Quel magico periodo dell’anno in cui ci si trasforma in esperti di diritto amministrativo per non vedere evaporare anni di sacrifici tra i banchi.
Se fate parte del “club delle GaE” (I, II, III o IV fascia che sia), ecco una mini-guida per navigare tra i commi senza perdere la pazienza.
“Resto o vado?” – Le tue opzioni
Il ministero ti mette davanti a un buffet di scelte. Puoi aggiornare il punteggio se hai collezionato nuovi titoli (o se hai finalmente concluso quell’anno di servizio che sembrava infinito). Puoi trasferirti in un’altra provincia, sperando che l’erba del vicino sia più verde e le cattedre più disponibili.
Oppure puoi semplicemente chiedere la permanenza. Ma attenzione: la permanenza non è come l’abbonamento a Netflix che si rinnova da solo. Qui, se non bussi alla porta del Ministero dicendo “Ehi, ci sono ancora!”, loro ti cancellano con la stessa velocità con cui gli studenti dimenticano i compiti durante le vacanze.
Il fascino del “Reinserimento”
Ti eri dimenticato di fare domanda l’ultima volta e sei finito nel limbo dei cancellati? Niente panico. Puoi chiedere il reinserimento e recuperare il vecchio punteggio. È un po’ come un “salva-partita” nei videogiochi, a meno che tu non sia stato rimosso da una sentenza sfavorevole. In quel caso, purtroppo, non ci sono trucchi che tengano.
Preferenze: non darle per scontate
Qui casca l’asino (o il docente distratto). Le preferenze (figli a carico, lodevole servizio e compagnia bella) scadono. Anche se non è cambiato nulla nella tua vita, devi barrare di nuovo le caselline. Se non lo fai, il sistema darà per scontato che tu non ne abbia più diritto. Non farti soffiare il posto da chi ha meno punti di te solo perché hai dimenticato una crocetta!
Il “toto-punteggio” del 15 marzo
Per quanto riguarda i nuovi titoli e i servizi, la data magica è il 15 marzo 2024. Tutto ciò che è arrivato dopo quella data (ed entro la scadenza della domanda) va dichiarato ora. Se hai lavorato a fine anno scolastico 2023/24, puoi caricare quei giorni solo se non avevi già raggiunto il “tetto massimo” dei 12 punti. Oltre i 12, purtroppo, il Ministero applica la regola del “grazie, ma basta così”.
Chi arriva primo?
Se tu e un tuo collega finite a pari punti, non si tira a sorte e non vince chi porta la torta migliore in sala professori. Vince chi è iscritto in graduatoria da più tempo. L’anzianità, almeno qui, ha ancora il suo fascino.
Insomma, armatevi di caffè, tanta pazienza e controllate tre volte ogni modulo. La burocrazia non ha cuore, ma noi sì.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alla normativa in allegato.






