Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito rinnova il proprio impegno nel mantenere viva la memoria della Shoah tra le nuove generazioni. In collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), prende il via la XXIV edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, rivolto alle scuole primarie e secondarie di tutta Italia, statali e paritarie.
L’obiettivo è chiaro: promuovere la consapevolezza e la riflessione su uno dei capitoli più oscuri della storia europea del Novecento, attraverso la voce e la creatività degli studenti. Non solo memoria, dunque, ma anche responsabilità civile, educazione al rispetto e alla convivenza.
Un tema per ricordare, studiare e comprendere
Per l’anno scolastico 2025/2026, il tema guida si concentra su “La Memoria scritta della Shoah – Le fonti documentali e storiografiche, i diari e le testimonianze, letteratura e poesia”. Un invito a scoprire come la memoria si costruisce attraverso la parola scritta e la ricerca storica, per comprendere non solo i fatti, ma anche i meccanismi che alimentano pregiudizio, negazione e disinformazione.
Le tracce per gli studenti
Gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado sono chiamati a esplorare le vicende di giovani meno conosciuti rispetto a figure celebri come Anna Frank, Liliana Segre o Primo Levi. Attraverso film, diari, testimonianze e letture, dovranno raccontare storie di ragazzi e ragazze il cui futuro fu stravolto dalle persecuzioni.
Per la scuola secondaria di secondo grado, invece, la riflessione parte dalle leggi razziali del 1938 e dalle conseguenze che ebbero su studiosi, scienziati e artisti italiani. Da Rita Levi Montalcini ai “ragazzi di via Panisperna”, fino a tanti nomi meno noti, gli studenti dovranno ricostruire e restituire queste vicende nella forma espressiva che preferiscono.
Libertà creativa e impegno collettivo
Gli elaborati potranno spaziare da saggi e articoli a rappresentazioni teatrali, opere artistiche, video, cortometraggi o perfino campagne pubblicitarie. L’importante è che siano frutto di un percorso di ricerca autentico e condiviso. Sono ammessi lavori di classe o di gruppo, e anche materiali già prodotti in precedenti attività, purché pertinenti con il tema.
Per i video e le rappresentazioni, la durata massima prevista è di cinque minuti – un tempo più che sufficiente per lasciare il segno.
I tempi e le selezioni
Le scuole dovranno inviare i propri elaborati agli Uffici Scolastici Regionali entro venerdì 5 dicembre 2025. Ogni regione selezionerà due lavori per ciascun grado scolastico – primaria, secondaria di primo e di secondo grado – per un totale di sei finalisti regionali.
I migliori elaborati arriveranno al Ministero dell’Istruzione e del Merito entro lunedì 15 dicembre 2025, dove una Commissione paritetica composta da rappresentanti del Ministero e dell’UCEI sceglierà i vincitori nazionali.
La premiazione
I lavori premiati saranno presentati durante le celebrazioni ufficiali del “Giorno della Memoria”, il 27 gennaio 2026. Gli studenti vincitori riceveranno il riconoscimento direttamente dalle più alte cariche dello Stato e dal Ministro dell’Istruzione. Non è esclusa, come nelle passate edizioni, la partecipazione a un “Viaggio della Memoria” nei luoghi simbolo della Shoah — un’esperienza che, più di qualsiasi lezione, lascia un segno profondo.
Un concorso che cresce ogni anno
Il Ministero sottolinea come, anno dopo anno, l’iniziativa abbia registrato una partecipazione sempre più ampia. Per questo, anche nel 2026 sarà realizzata una rilevazione statistica sui dati di adesione, utile a valutare l’impatto del progetto sul mondo scolastico.
Un concorso, insomma, che non è solo un appuntamento didattico, ma un esercizio collettivo di memoria, civiltà e umanità.
E se la storia può insegnarci qualcosa, è che ricordare è il modo migliore per non ripetere.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alla normativa in allegato.




