Scuole superiori, addio smartphone in classe: arriva il divieto anche per il secondo ciclo

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Redazione EduCorp

Pubblicato il

17/06/2025
BlogCircolari, Normativa

Dopo le scuole medie, anche i licei e gli istituti tecnici e professionali dovranno dire stop agli smartphone durante le lezioni. A stabilirlo è una nuova circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito che estende il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari anche agli studenti del secondo ciclo d’istruzione, cioè quelli delle superiori.


Una decisione che, a detta del Ministero, non è più rinviabile: le ricerche scientifiche suonano l’allarme da tempo, indicando che l’uso eccessivo – e spesso poco consapevole – dello smartphone ha effetti tutt’altro che positivi. Tra i più citati: calo dell’attenzione, peggioramento del rendimento scolastico, disturbi del sonno e difficoltà nelle relazioni sociali. Insomma, più che un aiuto, in molti casi il cellulare a scuola rischia di diventare un ostacolo.

Due studi recenti

La circolare richiama in particolare due studi recenti: uno dell’OCSE, che segnala come la dipendenza da dispositivi mobili possa pesare sui risultati dei test internazionali PISA; l’altro dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha osservato sintomi da vera e propria dipendenza tra gli adolescenti, come l’incapacità di staccarsi dal telefono o il trascurare altre attività essenziali. E anche l’Istituto Superiore di Sanità, in casa nostra, lancia l’allarme: un adolescente su quattro fa un uso problematico dello smartphone, con ricadute dirette sul rendimento scolastico.

Tanti Paesi europei – e non solo – stanno già correndo ai ripari. E proprio per coordinare le politiche a livello continentale, il ministro ha chiesto alla Commissione europea di elaborare una raccomandazione comune che punti al benessere degli studenti e a un uso più consapevole della tecnologia nelle scuole. Richiesta che ha già trovato ampio consenso tra diversi Stati membri.


Un divieto per tutto l’anno

Nel frattempo, però, le scuole italiane devono cominciare a muoversi. Il divieto di usare lo smartphone varrà durante tutto l’orario scolastico, anche a fini didattici, salvo casi ben specifici. Via libera solo se l’utilizzo è previsto da un Piano Educativo Individualizzato o da un Piano Didattico Personalizzato, quindi per alunni con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento, o – attenzione – se è strettamente necessario per le attività didattiche in alcuni percorsi tecnici e professionali, come quelli legati all’informatica e alle telecomunicazioni.

Niente panico per chi teme un ritorno alla didattica dell’età della pietra: pc, tablet e lavagne interattive restano pienamente utilizzabili, ma con un obiettivo chiaro – sottolinea il Ministero –: usarli bene, e soprattutto non abusarne. Gli investimenti degli ultimi anni, d’altronde, hanno portato una bella ventata di tecnologia nelle scuole, ora sta a queste ultime sfruttarla nel modo più intelligente possibile.

Infine, il divieto non esonera le scuole da un compito fondamentale: educare i ragazzi all’uso responsabile dello smartphone e, più in generale, degli strumenti digitali. Perché vietare, da solo, non basta. Serve anche accompagnare, spiegare, guidare. E magari, perché no, aiutare gli studenti a scoprire che si può vivere – e imparare – anche senza uno schermo sempre davanti agli occhi.

Le scuole dovranno aggiornare i regolamenti interni e il patto di corresponsabilità educativa, prevedendo sanzioni per chi sgarra. Ma avranno anche la libertà di decidere come far rispettare il divieto, scegliendo le soluzioni più adatte al proprio contesto.

Insomma, smartphone spenti (o almeno chiusi nello zaino), cervelli accesi. E chissà, magari anche qualche chiacchiera in più tra compagni durante l’intervallo. Per ottenere maggiori informazioni, collegarsi a questo link.

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