Se pensavate che dirigere le scuole di una provincia dinamica come Treviso fosse una passeggiata di salute, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto è pronto a smentirvi. È ufficialmente partito il “casting” per il nuovo dirigente dell’Ufficio VI, e le regole sono chiare: qui si fa sul serio.
La puntualità è tutto
Prima regola del club: la puntualità. Se la vostra candidatura dovesse arrivare con un minuto di ritardo o con modalità creative non previste dal bando, sarete fuori dai giochi. E non provate a dare la colpa alle poste, al destino cinico o a un improvviso allineamento astrale sfavorevole: l’Amministrazione ha già messo le mani avanti dichiarando che non si assume responsabilità per “disguidi di terzi” o “forze maggiori”. Insomma, l’invio della domanda è a vostro rischio e pericolo.
Il candidato ideale: un supereroe della pubblica amministrazione
Per sedersi sulla poltrona di Treviso non basta un bel curriculum; serve una combinazione di doti che farebbe invidia a un manager della Silicon Valley. La Commissione valuterà:
- Resistenza alla complessità: Gestire l’Ambito Territoriale di Treviso non è per i deboli di cuore.
- Doti da “Team Leader”: Bisogna saper guidare la squadra e portare a casa progetti ambiziosi, magari avendo già dimostrato di saperci fare in passato (anche all’estero, se siete dei giramondo della PA).
- Innovazione e diplomazia: Si cercano menti brillanti capaci di dialogare con tutti, dalle istituzioni ai colleghi, portando quel tocco di novità che non guasta mai.
“Paletti” e burocrazia (inevitabile)
C’è però qualche piccolo ostacolo tecnico per gli aspiranti leader. Non basta volerlo: bisogna aver superato il periodo di prova e non essere “incatenati” alla sede di prima nomina dal vincolo dei cinque anni.
Inoltre, se siete già dirigenti a Roma o in altri uffici periferici, dovete aver timbrato il cartellino nel vostro ufficio attuale per almeno un anno e mezzo. In caso contrario, vi servirà un “permesso speciale” (il fatidico nulla osta) dai piani alti.
Niente promesse facili
Attenzione: vincere la selezione non significa avere già le chiavi dell’ufficio in mano. Tra il dire e il fare c’è di mezzo la registrazione degli organi di controllo e la chiusura dei contratti precedenti. Come dire: non vendete la pelle dell’orso prima che la Corte dei Conti abbia apposto il suo sigillo.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alla normativa in allegato.






