Competenze non cognitive, parte la sperimentazione nazionale: ecco le scuole ammesse

Scritto da

Redazione EduCorp

Pubblicato il

BlogDecreti, Ministeriali, Normativa

Via libera alla sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive: autorizzate le scuole che hanno superato la selezione del Ministero. Il progetto durerà tre anni e punta a rafforzare capacità trasversali come collaborazione, autonomia e pensiero critico, senza nuovi costi per la finanza pubblica.


Le competenze non cognitive entrano sempre più nel cuore della scuola italiana. Con un nuovo decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, prende ufficialmente il via la sperimentazione nazionale dedicata allo sviluppo delle competenze trasversali, coinvolgendo le istituzioni scolastiche che hanno superato la selezione prevista dall’apposito bando ministeriale.

L’iniziativa nasce in attuazione della legge n. 22 del 19 febbraio 2025, che introduce nei percorsi scolastici lo sviluppo delle cosiddette competenze non cognitive e trasversali. Si tratta di quelle abilità che non si misurano con un semplice voto in pagella ma che, nella vita quotidiana, fanno spesso la differenza: capacità di lavorare in gruppo, gestione delle emozioni, autonomia, responsabilità, spirito di iniziativa e pensiero critico. Insomma, tutto ciò che aiuta gli studenti a cavarsela anche quando il libro è già stato chiuso.

Quasi seicento candidature da tutta Italia

L’interesse delle scuole è stato significativo. In risposta all’Avviso pubblico emanato dal Ministero sono arrivate ben 594 proposte progettuali, successivamente esaminate da una Commissione tecnica appositamente istituita.

Per essere ammesse alla sperimentazione, le candidature dovevano ottenere una valutazione positiva con un punteggio di almeno 50 punti su 100, nel rispetto dei requisiti previsti dal bando e dei criteri di qualità stabiliti dal Ministero.

Sperimentazione al via per tre anni

Le scuole autorizzate, elencate nell’Allegato A del decreto, potranno partecipare alla sperimentazione nazionale per un periodo di tre anni, introducendo attività educative e didattiche dedicate allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali. L’iniziativa riguarda sia le scuole statali sia quelle paritarie di ogni ordine e grado.

L’obiettivo è osservare come queste competenze possano essere integrate nella didattica quotidiana, raccogliendo esperienze utili per orientare le future politiche educative.

Attenzione alle scuole in rete

Per alcune istituzioni scolastiche è previsto un ulteriore passaggio amministrativo. Le scuole che hanno presentato la candidatura impegnandosi a costituire una rete dovranno perfezionare la propria adesione inviando l’accordo di rete tramite PEC entro le 23:59 del 30 settembre 2026.

Il mancato invio della documentazione comporterà la decadenza dell’autorizzazione ottenuta.

Nessun costo aggiuntivo

Il decreto precisa inoltre che l’attuazione della sperimentazione non comporterà nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica né modifiche agli organici del personale scolastico. Un elemento che accompagna ormai gran parte dei provvedimenti ministeriali e che, almeno sulla carta, garantisce l’avvio del progetto senza impatti economici aggiuntivi.

Conclusioni

Con questo provvedimento entra nel vivo una delle novità più rilevanti introdotte negli ultimi anni nel panorama scolastico italiano. La sperimentazione consentirà di verificare sul campo come lo sviluppo delle competenze non cognitive possa trovare spazio nella didattica quotidiana e contribuire alla formazione degli studenti, affiancando le tradizionali discipline con un’attenzione sempre maggiore alle competenze utili nella vita, nello studio e nel lavoro.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alla normativa in allegato.


FAQ

1. Che cosa prevede il decreto?

Il decreto autorizza le scuole selezionate a partecipare alla sperimentazione nazionale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici.

2. Quanto durerà la sperimentazione?

La sperimentazione avrà una durata di tre anni a partire dalla data di emanazione del decreto.

3. Quali scuole possono partecipare?

Sono ammesse le istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado inserite nell’Allegato A del decreto dopo il superamento della procedura di valutazione.

4. Quante candidature sono state presentate?

Il Ministero ha ricevuto complessivamente 594 proposte progettuali.

5. Cosa devono fare le scuole che hanno presentato una candidatura in rete?

Devono inviare l’accordo di rete tramite PEC entro il 30 settembre 2026. In caso contrario perderanno l’autorizzazione alla partecipazione.

6. La sperimentazione comporta nuovi finanziamenti o modifiche agli organici?

No. Il decreto specifica che dall’attuazione del provvedimento non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica né variazioni delle dotazioni organiche.

7. Qual è l’obiettivo della sperimentazione?

L’iniziativa punta a integrare nella didattica lo sviluppo di competenze trasversali come autonomia, collaborazione, responsabilità e pensiero critico, raccogliendo esperienze utili per valutare l’efficacia del modello sperimentale.

Potrebbe interessarti anche