Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha acceso i motori per la partenza dei nuovi corsi di specializzazione sul sostegno. Con il Decreto Dipartimentale n. 1657 del 2025, firmato e pubblicato in queste ore, prende ufficialmente il via il primo ciclo dei percorsi formativi dedicati agli insegnanti che vogliono ottenere la specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità, dalla scuola dell’infanzia alle superiori.
Quanti posti e come sono distribuiti
I posti disponibili, già autorizzati con il decreto ministeriale n. 75 del 24 aprile scorso, sono stati assegnati alle università italiane secondo un principio di “proporzionalità” – che tradotto fuori dal gergo tecnico, significa: ognuno avrà una fetta della torta in base alla sua capacità, ma nessuno potrà fare indigestione. Infatti, per evitare che alcuni Atenei facciano il pieno e altri restino a bocca asciutta, è stato fissato un tetto massimo del 10% dei posti disponibili per ogni grado di istruzione.
Una parte dei posti, però, resta in stand-by: quelli non ancora assegnati verranno messi a disposizione in un successivo ciclo di formazione, già annunciato ma ancora da autorizzare.
Durata e modalità dei corsi
I nuovi corsi, che dovranno durare almeno quattro mesi (quindi niente maratone intensive da weekend!), seguiranno i contenuti stabiliti nel decreto ministeriale di aprile. Ogni classe potrà ospitare da 50 a 150 corsisti, a seconda del grado di istruzione.
E se non si raggiunge il numero minimo per una scuola specifica? Niente paura: le università potranno organizzare corsi “misti”, coinvolgendo futuri docenti di tutti e quattro i gradi scolastici. Ma con un accorgimento: anche se si condivide l’aula, ogni ordine di scuola avrà i suoi laboratori differenziati, per garantire una preparazione su misura.
Nessun costo extra per le casse dello Stato
Una precisazione importante arriva in coda al decreto: l’intera operazione non peserà sulle finanze pubbliche. I costi saranno infatti sostenuti con le risorse già previste e senza nuovi esborsi.
Il decreto, come da prassi, è stato pubblicato sul sito del Ministero ed è al vaglio degli organi di controllo. In attesa della prossima tornata di posti, si parte: i futuri insegnanti di sostegno possono cominciare a scaldare i motori (e le penne).
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