La Camera di Commercio di Vicenza mette a disposizione 500 mila euro per sostenere progetti culturali capaci di valorizzare il territorio e rafforzare l’economia locale. Le domande possono essere presentate dal 12 al 28 ottobre 2026. Il contributo può arrivare a 80 mila euro per progetto, ma per partecipare servono almeno tre soggetti in partenariato, un piano di spesa da almeno 40 mila euro e un’iniziativa aperta al mondo delle imprese.
La cultura non è soltanto una questione di spettacoli, mostre e appuntamenti in calendario. Può diventare anche un motore per attirare visitatori, valorizzare le eccellenze locali e creare nuove opportunità per le imprese. È questa l’idea alla base del Bando Unico Annuale 2026 – Cultura, con cui la Camera di Commercio di Vicenza intende sostenere iniziative capaci di unire promozione culturale, attrattività del territorio e sviluppo economico.
Il fondo complessivo è di 500.000 euro, con la possibilità di essere incrementato se si renderanno disponibili ulteriori risorse prima dell’approvazione della graduatoria.
Non si tratta, però, di un finanziamento aperto a chiunque voglia organizzare un evento culturale. Il bando punta su progetti di interesse generale per l’economia vicentina, realizzati senza scopo di lucro e capaci di coinvolgere una pluralità di soggetti. In altre parole, l’obiettivo è andare oltre l’iniziativa del singolo ente e costruire proposte che possano produrre benefici per il territorio nel suo complesso.
Chi può partecipare: servono almeno tre partner
Il bando individua categorie precise di soggetti ammessi. Possono presentare domanda:
- associazioni imprenditoriali di categoria e relative società di servizi;
- consorzi di imprese, società consortili e reti di imprese con personalità giuridica, in possesso dei requisiti ATECO richiesti;
- associazioni e fondazioni culturali iscritte al REA, con i codici ATECO previsti;
- società cooperative in possesso dei requisiti richiesti;
- soggetti pubblici;
- enti bilaterali tra associazioni di categoria e organizzazioni sindacali che svolgano anche attività in ambito culturale;
- Intese Programmatiche d’Area (IPA) della provincia di Vicenza.
La domanda deve coinvolgere almeno tre soggetti ammissibili, che individuano al proprio interno un capofila. Quest’ultimo sarà il beneficiario diretto del contributo e dovrà intestarsi le fatture e gli altri documenti di spesa.
La sede del richiedente non deve necessariamente trovarsi nella provincia di Vicenza, con l’eccezione delle IPA, ma il progetto deve riguardare il territorio vicentino e produrre effetti sul suo sistema economico.
C’è poi un requisito importante: l’iniziativa deve essere aperta alla generalità delle imprese interessate, non soltanto agli associati o ai membri dell’organizzazione promotrice. Sono quindi esclusi i progetti destinati esclusivamente alla vita interna del soggetto che li organizza.
Quali progetti possono ottenere il finanziamento?
Il bando guarda alle iniziative culturali che contribuiscono a rendere il territorio più attrattivo e inclusivo, con ricadute positive sull’economia locale.
Tra gli elementi che possono rafforzare un progetto figurano la capacità di attirare visitatori, la rilevanza nazionale o internazionale dell’iniziativa, la valorizzazione delle produzioni tipiche e la promozione di itinerari legati a cammini, ciclovie e siti UNESCO.
Il coinvolgimento di più organizzazioni e la capacità di costruire una proposta condivisa sono altrettanto importanti. Non basta, quindi, avere una buona idea: occorre dimostrare che il progetto può generare un beneficio concreto per le imprese e per chi vive o visita il territorio.
Quanto si può ottenere?
Il contributo della Camera di Commercio può coprire fino al 60% delle spese preventivate e ammesse, senza superare il pareggio di bilancio dell’iniziativa.
Il tetto massimo è di 80.000 euro per progetto, mentre la spesa complessiva prevista deve essere di almeno 40.000 euro.
Ecco qualche esempio per capire meglio:
- Progetto da 40.000 euro: il contributo teorico massimo è di 24.000 euro.
- Progetto da 80.000 euro: il contributo teorico massimo è di 48.000 euro.
- Progetto da 150.000 euro: il contributo teorico massimo è di 80.000 euro, per effetto del limite previsto dal bando.
Si tratta di importi massimi teorici, non di somme garantite: il contributo effettivo dipenderà dalla valutazione del progetto, dalle spese ammesse e dalle risorse disponibili. Inoltre, il finanziamento non può superare il pareggio di bilancio dell’iniziativa.
La restante parte dei costi dovrà essere coperta attraverso altre entrate. E proprio la capacità di finanziare il progetto con risorse diverse dal contributo camerale rappresenta uno degli elementi premianti in fase di valutazione.
Quali spese sono ammesse?
Il bando comprende numerose spese direttamente collegate alla realizzazione dell’iniziativa. Tra quelle ammissibili rientrano:
- affitto di sale e spazi espositivi;
- noleggio di attrezzature, arredi, apparecchiature multimediali e software;
- produzione di materiali editoriali legati agli eventi;
- pubblicità su stampa, televisione, radio e social network;
- realizzazione e gestione di siti web, pagine social e newsletter;
- compensi e rimborsi per relatori, docenti, interpreti e consulenti;
- spese di viaggio, vitto e alloggio necessarie per il progetto;
- assicurazioni specifiche per l’iniziativa;
- consulenze esterne, attività formative ed educazione culturale e artistica;
- produzione e distribuzione di opere audiovisive;
- cachet per spettacoli, servizi tecnici e costi di accoglienza degli eventi.
Sono ammesse anche le spese generali, amministrative, organizzative e del personale dipendente, ma entro il limite massimo del 5% delle spese vive e dirette di progetto. Devono inoltre essere indicate già nella domanda e risultare collegate alle attività previste.
Non sono invece finanziabili, tra le altre, le spese per l’acquisto di beni di investimento e mezzi di trasporto, gli acquisti in leasing, le spese non documentate e le erogazioni liberali effettuate dal beneficiario a favore di altri soggetti.
Attenzione anche ai tempi: non sono ammissibili iniziative già concluse o spese già sostenute al momento dell’invio della domanda. Meglio, dunque, organizzare il calendario prima di partire con gli acquisti.
Domande dal 12 al 28 ottobre: come presentare la richiesta
La finestra per partecipare è piuttosto breve: le domande devono essere inviate dal 12 ottobre al 28 ottobre 2026. Per rispettare la scadenza fa fede la data e l’ora di spedizione tramite Posta elettronica certificata.
La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente tramite PEC all’indirizzo:
cameradicommercio@vi.legalmail.camcom.it
È obbligatorio utilizzare la modulistica predisposta dalla Camera di Commercio di Vicenza. La domanda deve essere compilata in tutte le sue parti, convertita in formato PDF/A e firmata digitalmente dal legale rappresentante del capofila.
Tra i documenti da allegare figurano le dichiarazioni di partenariato di ciascun soggetto coinvolto, compilate con i moduli ufficiali e firmate digitalmente dai rispettivi legali rappresentanti. Per alcune categorie di richiedenti sono previste ulteriori documentazioni specifiche.
Nell’oggetto della PEC va inserita la dicitura:
Richiesta di contributo Bando Unico Annuale 2026 – Cultura – Ufficio Bandi.
Ogni PEC può contenere una sola domanda. Inviare più richieste nella stessa comunicazione comporta l’esclusione di tutte le domande contenute in quella PEC.
Un’altra precisazione importante: il rilascio del Codice Unico di Progetto (CUP) da parte della Camera di Commercio non significa che il finanziamento sia stato approvato. Il codice dovrà essere riportato nella documentazione di spesa secondo le modalità previste dal bando.
Come vengono valutati i progetti?
La selezione avviene attraverso una valutazione articolata in due fasi, per un totale di 100 punti.
La prima riguarda i criteri oggettivi, che valgono fino a 70 punti. Per accedere alla fase successiva occorre ottenere almeno 50 punti. Vengono considerati, tra gli altri aspetti, il numero di organizzazioni coinvolte, la capacità di attrazione del progetto, la copertura dei costi attraverso entrate diverse dal contributo camerale e l’eventuale certificazione della parità di genere del capofila.
La seconda fase è dedicata ai criteri di opportunità, per un massimo di 30 punti. In questo caso, la soglia minima è di 15 punti. La valutazione considera la rilevanza del progetto per l’economia provinciale, l’apertura alle imprese interessate, la capacità di produrre effetti duraturi, l’attrazione di visitatori e la qualità degli strumenti scelti per misurare i risultati.
Solo le iniziative che superano entrambe le soglie possono entrare in graduatoria, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Ottenere il punteggio minimo, quindi, non garantisce automaticamente il finanziamento.
La graduatoria sarà pubblicata sul sito istituzionale della Camera di Commercio di Vicenza e costituisce la comunicazione ufficiale dell’esito. Il provvedimento è previsto entro 120 giorni dalla chiusura del bando.
Progetti da realizzare entro il 2027 e rendicontazione nel 2028
Le iniziative finanziate dovranno essere avviate entro il 31 dicembre 2026 e concluse entro il 31 dicembre 2027. Il bando non ammette proroghe.
La rendicontazione delle spese dovrà essere presentata entro il 2 maggio 2028. Il contributo sarà erogato in un’unica soluzione, senza anticipi basati su rendicontazioni parziali.
Per ottenere il pagamento sarà necessario presentare il rendiconto completo, la relazione conclusiva e i documenti che attestano le spese sostenute e i relativi pagamenti. Le transazioni dovranno essere tracciabili e la documentazione dovrà rispettare le indicazioni del bando, compreso l’inserimento del CUP.
Non è sufficiente, inoltre, aver speso le risorse: bisogna dimostrare anche i risultati raggiunti, attraverso gli indicatori di efficacia definiti in fase di domanda. Il progetto dovrà essere realizzato almeno per il 60% della spesa ammessa, pena la decadenza dal contributo.
Il rispetto delle scadenze e la precisione nella rendicontazione sono quindi importanti quanto la qualità dell’idea iniziale. Un progetto valido deve saper convincere sulla carta, ma anche dimostrare, alla fine, che gli obiettivi dichiarati sono stati raggiunti.
Conclusioni: la cultura come investimento per il territorio
Il Bando Unico Annuale 2026 – Cultura offre un’opportunità per associazioni, enti pubblici, organizzazioni imprenditoriali e altri soggetti ammessi che vogliono sviluppare iniziative culturali con ricadute sull’economia vicentina.
La priorità va ai progetti costruiti in rete, capaci di coinvolgere le imprese, valorizzare le risorse locali e attirare pubblico. Per candidarsi, però, è necessario arrivare preparati: partenariato, budget, spese ammissibili, criteri di valutazione e documentazione devono essere coerenti fin dall’inizio.
Le scadenze da segnare in agenda sono tre: 28 ottobre 2026 per presentare la domanda, 31 dicembre 2027 per concludere l’iniziativa e 2 maggio 2028 per rendicontare le spese.
per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda al bando in allegato
FAQ – Le domande più frequenti sul Bando Cultura 2026
1. Qual è la dotazione economica del bando?
La Camera di Commercio di Vicenza mette a disposizione 500.000 euro complessivi, con la possibilità di aggiungere ulteriori risorse prima dell’approvazione della graduatoria.
2. Chi può presentare domanda?
Possono partecipare esclusivamente i soggetti indicati nel bando, tra cui associazioni imprenditoriali di categoria, determinate organizzazioni culturali, cooperative, consorzi, soggetti pubblici, enti bilaterali con attività culturali e IPA della provincia di Vicenza.
3. È necessario partecipare in partenariato?
Sì. La domanda deve coinvolgere almeno tre soggetti ammissibili, che individuano un capofila responsabile della richiesta e beneficiario diretto del contributo.
4. Quanto può finanziare la Camera di Commercio?
Il contributo può coprire fino al 60% delle spese preventivate e ammesse, con un massimo di 80.000 euro per progetto e nel rispetto del pareggio di bilancio dell’iniziativa.
5. Qual è la spesa minima richiesta?
Il progetto deve prevedere una spesa complessiva di almeno 40.000 euro, comprese le eventuali spese generali ammissibili.
6. Quali progetti vengono privilegiati?
Sono valorizzate le iniziative culturali di interesse generale per l’economia vicentina, capaci di coinvolgere più organizzazioni e imprese, attrarre visitatori, promuovere il territorio e produrre effetti duraturi.
7. Quali sono i termini per presentare la domanda?
Le domande devono essere inviate dal 12 al 28 ottobre 2026, esclusivamente tramite PEC, utilizzando la modulistica ufficiale e rispettando le modalità di firma e allegazione previste.
8. È possibile inviare più domande?
Sì. Uno stesso soggetto può presentare più domande, ma ciascuna deve essere trasmessa con una PEC distinta. Una PEC contenente più domande comporta l’esclusione di tutte quelle inviate in quel messaggio.
9. Quando devono essere realizzati i progetti?
Le iniziative devono essere avviate entro il 31 dicembre 2026 e concluse entro il 31 dicembre 2027. Non sono previste proroghe.
10. Entro quando bisogna rendicontare le spese?
Il rendiconto deve essere presentato entro il 2 maggio 2028. Il contributo viene liquidato in un’unica soluzione, dopo le verifiche sulla documentazione e sui risultati del progetto.
11. Il rilascio del CUP significa che il finanziamento è stato approvato?
No. Il Codice Unico di Progetto è necessario per identificare l’iniziativa e gestire la documentazione, ma non equivale all’ammissione al contributo.
12. Che cosa succede se il progetto viene realizzato solo in parte?
Il progetto deve raggiungere almeno il 60% della spesa ammessa, altrimenti si decade dal contributo. Se i costi finali diminuiscono, il finanziamento può essere ridotto proporzionalmente. Sono inoltre previste verifiche sulla documentazione e sul rispetto degli altri requisiti del bando.






