Avete rivoluzionato la didattica o trovato il modo di far funzionare davvero l’orientamento senza far sbadigliare gli studenti? È il vostro momento: il Ministero cerca le “Buone Pratiche” da mettere in vetrina.
Se pensavate che la formazione scolastica fosse solo un infinito susseguirsi di slide grigie e webinar soporiferi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha deciso di smentirvi. Attraverso la SAFI (Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione), è partita una vera e propria “caccia al tesoro” tra i corridoi degli istituti italiani: si cercano le Buone Pratiche, ovvero quei progetti che hanno funzionato così bene da meritare un posto d’onore nel catalogo ufficiale.
Un catalogo, due livelli
Non è una gara di bellezza, ma quasi. Le scuole che hanno già concluso percorsi formativi innovativi possono candidarsi per entrare nel “Catalogo delle Buone Pratiche”. La giuria – una Commissione di tre esperti che lavorerà con ammirevole spirito di servizio (visto che, per decreto, non prenderanno un euro) – assegnerà i punteggi.
Se totalizzate 70 punti, siete una “Buona Pratica”. Se superate i 90, diventate una “Buona Pratica di Eccellenza”. Il premio? Niente coppe di plastica, ma un logo ufficiale SAFI da sfoggiare con orgoglio sul sito della scuola, per far sapere a tutti che lì la formazione è una cosa seria.
Cosa cercano (spoiler: non solo teoria)
Il bando si concentra su sei aree, dalla didattica pura all’inclusione, passando per l’internazionalizzazione e le “competenze non cognitive” (quelle che servono a sopravvivere nel mondo reale).
Attenzione però ai dettagli: la Commissione sarà più severa di un professore di greco all’ultima ora. Il punteggio più alto si ottiene spiegando bene perché avevate bisogno di quel corso (i famosi “fabbisogni formativi”): se avete organizzato un corso di astrofisica solo perché il cognato di qualcuno era disponibile, potreste avere un problema di punteggio.
Come candidarsi (senza perdersi nella giungla digitale)
La burocrazia prova a nascondersi, ma c’è un timer che corre:
- Entro quando: il 18 febbraio 2026, alle ore 13:00 (non un minuto dopo, o la vostra PEC si trasformerà in una zucca).
- Come: un unico file PDF, Tabella A compilata e l’immancabile firma digitale del Dirigente Scolastico.
- Dove: via PEC a [email protected].
In breve: se la vostra scuola ha realizzato qualcosa di cui andate fieri, è il momento di tirare fuori i documenti dal cassetto e prendervi il merito che vi spetta. Anche perché, ammettiamolo, un logo di “eccellenza” fa sempre la sua figura in bacheca.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alla normativa in allegato.






